Osteria Grande, dicembre 2009La neve, il nano e un cancello da aprire per i sogni che verranno.
Osteria Grande, dicembre 2009E’ poi questa, la stagione buona per innamorarsi.
Questo ottobre generoso, con delle giornate limpide e fredde. Un vento sottile che punge la faccia quando vai in giro e ti vien voglia di trovare tasche in cui infilare le mani.
Molti ottobre fa, combattevo con l’adolescenza e cercavo tasche a più non posso. Così mi sono innamorata di una felpa. Nera, o forse bordeaux. Una di quelle col cappuccio, un po’ rapper americano. Stava addosso ad un ragazzo magro e ho pensato che non mi sarebbe poi stata tanto male.
Più di quella felpa, ricordo ora con dolcezza un maglione color nocciola con delle righe arancioni blu e tutte le volte che l'ho nascosto nell'armadio per non doverlo più vedere.
La vita poi pretende cambi di stagione, curve e battute d’arresto. Ci siamo persi di vista, dopo aver percorso strade di gioia ma anche di cattiveria e dolore. Quello vero, che non ne hai mai provati prima perché sei troppo giovane per ricordare.
Indossa ancora dei bellissimi maglioni ed è ancora molto magro, quel ragazzo. Viene sempre molto bene in foto e scrive sempre con passione.
Non mi parla, o una cosa del genere.
Comunque, la prossima volta non mi farò spaventare da nessun maglione o da nessuna giacca abbottonata.
E gli dirò che ho ascoltato da vivo questa canzone.
Alibrandi, il mio medico da piccola
Bandalarga, caffè aperto da poco
Canzoi, valle di campeggi
Dal Piaz, e molti altri rifugi
Eremo di San Michele, vicino di casa
Feltre, paese leghista
Giaroni, indimentica frazione
Hotel Miramonti, un po' Supramonte
Isola, piazza adolescente
Limana, posto di cioccolato
Mel, lavoro possibile
Norce, pizzeriamunito
Orto, il mio
Pedavena, con casa sui monti
Quattro sassi, postaccio
Rasai, paese di amori
San Vito, con lago
Tomo, amico nuovo
Umin, raggiungibile in bici
Villaga, paese drio le montagne
Zermen, centri estivi di.
No, NON ho ancora deciso
Sento cadere qualcosa, disse il vento.
Nulla, soltanto il vento, calmò la madre.
Sei colpevole quanto lui, sentenziò il giudice all'accusato.
Un uomo non è che un uomo,
spiegò il medico ai famigliari sgomenti.
Ma perché, perché, il ragazzo s'è domandato,
non credendo ai suoi occhi.
Chi non vive a valle sta in montagna,
stabilì l'insegnante di geografia
senza alcuno sforzo apparente.
Ma solo il vento che portò via
la mela tenne a mente ciò che la madre nascose al figlio:
che mai, mai, mai si sarebbe consolato.