Messaggio di benvenuto
Benvenuto per due nani che pesano uguali, che però sono diversi. Trova la differenza, si dovrebbe chiamare questo post, se fossimo su Studio Aperto.
Tre chili e due etti, entrambi, che ci stanno in una mano. Questo primo nano qui l'ho preso in braccio domenica. Un raggio di sole nel vento che trafigge il Cadore in questo periodo. Tra le chiacchere sulle stagioni e sui viaggi, eccolo lì. Appoggiato alla mamma, con le sue rughe piccole, e le mani ancora di più. Marco. Figlio di due nasi rossi che fanno una famiglia e che crescono assieme. Portato quasi per scherzo da una cicogna montanara, che si è presa la briga di farsi tutta questa strada, arrivare fino alle pendici delle Tre Cime e consegnare un fagotto agli occhi emozionati della nuova famiglia, improvvisamente grande e in corsa verso un futuro che è già oggi.
L'altro ancora non l'ho visto, è proprio proprio nato ieri. Però ho sentito la sua mamma, al telefono, uscita stamattina dall'ospedale e tornata a casa. Casa, si fa per dire. Tornata nella sua scatolina ai margini della grande città, scivolata giù dal bordo delle cronache locali e posata in una campo. Che, messa giù così, sembrerebbe pure poetica. Ma se alla tanto evocativa parola campo ci aggiungi l'aggettivo "nomadi", ecco che non ti sembra più proprio tanto un fiorire di papaveri che si piegano al passaggio del neonato. Benvenuto Davide, allora, in questa terra di terra e sassi, che poi metto tutta la canzone qui sotto, per te e Marco.
Però, al di là delle facile parole di compassione, mi viene da dire che questi bimbi sono proprio uguali. Perchè nel tono delle loro mamme c'è la stessa tenera commozione. C'è lo stupore di essere state proprio loro a creare una bellezza simile e la voglia di farla crescere bene, sana e dritta come una betulla nei boschi. E poi, io lo so che da entrambe le parti si preparano feste di ben arrivato, torte e pezzi di pane. Solo, mi domando per chi dei due sarà più freddo l'inverno.
Benvenuto raggio di sole, a questa terra di terra e sassi
a questi laghi bianchi come la neve, sotto i tuoi passi
a questo amore a questa distrazione, a questo carnevale
dove nessuno ti vuole bene, dove nessuno ti vuole male.
A questa musica che non ha orecchi, a questi libri senza parole
benvenuto raggio di sole, avrai matite per giocare
e un bicchiere per bere forte, e un bicchiere per bere piano
un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano
Benvenuto a questa finestra, a questo cielo sereno
a tutti i clackson della mattina, a questo mondo già troppo pieno
a questa strana ferrovia, unica al mondo per dove può andare
ti porta dove porta il vento, ti porta dove scegli di ritornare
A questa luna tranquilla, che si siede dolcemente
in mezzo al mare c'è qualche nuvola ma non fa niente
perché lontano passa una nave, tutte le luci sono accese
benvenuto figlio di nessuno, benvenuto in questo paese.