giovedì, 28 febbraio 2008

...che quel verbo andava al futuro, non certo al condizionale...

Ecco, in questi giorni qua sono stata a coniugare i miei verbi al futuro.
Non sempre ci riesco.
Quando va male in grammatica, mi consolo con le tabelline:("Se qui dentro siamo in cinque, e ognuno ha due occhi, quanti occhi in tutto?").
Quando va male in matematica, mi consolo con le lingue straniere: ("Ma come cavolo parli?Trascini tutti i finali delle frasi!")
Quando va male con le lingue straniere, mi consolo con l'economia domestica: (Regola generale: non strozzare il coniquilinobasetto che stasera mi ha tirato improvvisamente contro una TAZZA d'acqua).
Quando va male con l'economia domestica, vuol dire che è ora di smetterla di tener su conti, prender la bici nera e uscire, a bermi un po' di nebbia e sorrisi sotto i portici.

postato da: potaci alle ore 21:20 | Permalink | commenti
categoria:bologna, tagliare la pelle del cuore
mercoledì, 20 febbraio 2008
Se io avessi previsto tutto questo...

Potaci: "Cos'hai mangiato oggi?"
Coinquilino:"Riso con i funghi, quelli che stanno crescendo sul pavimento del bagno".
AmicoSardo: "Questo non è un appartamento. E' una comunità di recupero per imbecilli!"
postato da: potaci alle ore 19:08 | Permalink | commenti (1)
categoria:bologna
martedì, 19 febbraio 2008
Sono stata via, questo fine settimana.
Non c'è da portare la giustificazione, però, perchè mai come questo week end sono stata presente. A me stessa, e con gli altri.
La storia comincia di venerdì sera: l'ultimo abbraccio bolognese è, neanche c'è bisogno di dirlo, per una bimba con la stoffa colorata tra i capelli, sbaffi di pomodoro in faccia e una casascatola in periferia. I suoi guai scendono per un caffè all'Autogrill vicino Padova e ne approfitto per abbandonarli nella selva oscura di Rustichelle e Icaro, sicura di ritrovarlì lì ad aspettarmi al ritorno.
Dopo tre rotatorie, quattro semafori, sette imprecazioni e due preghierine a San Cristoforo, arriviamo all'ostello (o qualcosa del genere) in cui è previsto il corso.
Perchè è questo, dai mo, che sono andata a fare!
Un corso di formazione con i clown!
Che novità mirabolante, che svolta imprevista!
Ma andiamo con ordine.
Arrivo, e c'è qualcuno che mi aspetta per cena. Non male, come inizio. Amici vecchi che riscopro dopo un po'. Bacillo pallidino malatino che prende in mano la situazione e mette su la pasta. La Cannuccia che pensa bene di inaugurare tutti i cessi della casa. La Tabata che già sbriluccica, da quanto è contenta. Ci sono anche quelli con troppe "u"...i sardi!Quattro compagni di naso volati via da Sassari per condividere con noi questa esperienza.
E c'è il capo, in ansia ma che non vuol dirlo e fa finta che la sua preoccupazione maggiore sia montare l'impianto per il karaoke.
Una serata serena, una serata meritata, una serata che capisci che è più facile, se ci si prova in tanti.
Arriva, ad un certo punto, anche la zia Aia, con i tacchi e la faccia di una che ha ricevuto troppi regali al contrario.
Arriva, ad un certo punto, anche il sabato mattina, con la meditazione, la colazione e la prima impressione: per esser belli, son belli, 'sti due formatori, vediamo un po' cosa sanno fare.
Ora, non starò qui a raccontare proprio tutto, anzi quasi niente, che sennò viene un tema.
Questo è l'inizio.
La metà sono lacrime sulle spalle di Biglie, frasi sussurrate e consapevolezza di Aspirina.
La metà sono le ginocchia che vogliono dire la loro nella danza.
La metà sono cena strana conversazioni sul domani.
La metà sono "Io non ti salvo".
La metà sono i massaggi di Mimmi, che non mi sembra vero.
Poi c'è da raccontare la domenica mattina.
Il primo pensiero del risveglio: "Ma perchè durante la notte mi sono cresciuti i polpacci? Io non ce li avevo mica, ieri, e oggi senti tirano!".
Per chi non è abituato, ballare è consigliato.
Il finale del supercorso "Alchimia delle Relazioni" alias "Innamoramento e amore" con Roberto e Marco ma basta che sennò è uno spot, arriva poco dopo.
Si conclude con meditazione, ancora. E poi un esercizio che non mi andava di fare e mi sono persa. E un altro che mi ha tolto un po' di filo spinato dallo stomaco.
Per conoscerci e condividere davvero, non dovrebbero servire dei corsi, ma qualche volta è meglio che sì.
Pochi attimi, e si compone il cerchio finale. Venticinque persone, adulti eh, che si mettono in posizione d'ascolto e si dicono qual è il loro obiettivo nella vita. Roba da far venire la pelle d'oca anche a Cita e Godzilla in visita dai parenti.
Signori, si scende. Pranzo ancora a dirsi e coccolarsi, poi è di nuovo lunedì.
Ma rimangono, tutte queste cose, eh se rimangono!
Che io c'ho i chackra, adesso, e anche i papassinos, e le parole pesanti e le lacrime improvvise e gli orologi con il nome,
e i cuori, pure!

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categoria:nasi rossi
giovedì, 14 febbraio 2008
Marco Paolini docet.
Ve lo ricordate Celestino, quello che non ha mai rubato alla Standa, 'sto mona?
E' una scena davvero spassosa che l'attore veneto pelaticcio racconta nel suo diario sul rugby e la politica. C'è questo ragazzino che lo mandano in un centro commerciale a fregare i pennarelli perchè il collettinvo deve scrivere i volantini.
E si sa, i volantini vengon meglio con i pennarelli rubati.
Sto bociasa cammina verso la grande casa del taccheggio, la Standa appunto, e lungo la strada continua a ripetere "Non sono capaace", trascinando la "a" e trascinandosi dietro anche un codazzo di persone che lo sfottono. Il macellaio, il fruttivendolo, i compagni, pronti a sputtanarlo e a ridere di pancia. Preso in giro da tutti, ma con la leggerezza dei quindici anni, entra, frega i pennarelli e....è capace!! Improvvisamente si scopre in grado di compiere un gesto da due soldi, ma farlo lui, in prima persona. Di colpo, eccolo lì, ad infilarsi i Carioca sotto la maglia con un sorriso ebete e soddisfatto. Imbottito di colori, se ne esce bello tronfio e si gode la marcia di ritorno tra due ali di folla che lo osannano a erede ufficiale di Lupin terzo, gridando: "Sono capaace!".
Ecco, oggi mi son sentita come lo sfigato Celestino, che riempie la sua giornata, costruisce il suo trionfo facendo una cosa da nulla, quasi scontata per quei veri fighi dei suoi amici del gruppo.
Anche io ho preso la calce e i mattoni e mi son fatta su il mio momento di gloria. Chiavi nel quadro, regolata agli specchietti, acceso auto del coinquilinobasetto, poi caricato persone, poi portato persone, poi mescolato persone, visitato, prescritto, tutto il da fare, ecco.
E mi son sentita stupida e felice assieme, senza un motivo. Perchè avevo fatto per bene una cosa da grandi. Avevo lasciato da parte il fardello montanaro per fare il mio lavoro, senza prender paura per il topolino che scappava tra le zampe dell'elefante.
Una sciocchezza, ma pulita e a tinte vivaci, come le giacche dei bimbi che oggi ho accompagnato in giro per Bologna.
Se ci vogliamo pure aggiungere il finale morale poco intellettuale, ad un certo punto, mentre si tornava a casa, uno dei miei passeggeri, ha alzato al massimo il volume dello stereo, e la canzone si è messa di mezzo, dicendo: "E poi ti ho vista con la forza di un aereoplano, prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo".
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categoria:bologna, campo nomadi, tagliare la pelle del cuore
mercoledì, 13 febbraio 2008
Ho aggiunto un link che spuzza di lasagna da cento metri.
Se si avvicina il naso allo schermo, di sente in modo chiaro l'odore di crescentina, di ragù e di sfrappole.
E' il regno degli umarells. Un fotografo mette sul blog immagini di anziani, per lo più bolognesi, per lo più col cappotto e le mani incrociate dietro la schiena. Che poi è la posa tipica.
Per capire la città, per leggerla attraverso gli occhi dell'anziano e anche per ridere un po' di questi personaggi che non dormono mai, ma davvero mai! Se ne stanno tutto il tempo a scrutare chi passa. Sembra uno scherzo, ma non è così. Le panchine nei parchi le hanno inventate loro, gli umarells. Se ne vanno in giro a piantare nuove fermate dell'autobus, in modo da avere più spazio per fare zovenuoching.
Per dire, nel mio quartiere ci sono le vecchiette che sbucano da marzo a novembre in giardino e passano il tempo a commentare la zoventù che scorre in via san donato.
Vecchi, che dividono il tempo in scansioni precise, e lo occupano mettendosi lì buoni buoni a guardare la gente che passa. Quelli che prenotano le analisi del sangue alle sette del mattino per avere il resto della giornata libera. In modo da non aver niente da fare e poter scrutare 'sti benedetti zovani senza problemi. Anche quando loro hanno passato gli ottanta e i zovani sono ben oltre l'adolescenza.
Forse non sono stata molto chiara, ma nella mia Bologna, c'è tutto il mondo degli umarells.
Beccateveli allora, e poche storie, che la prossima volta linko beppe maniglia!
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categoria:bologna
martedì, 12 febbraio 2008
La storia di Cuor di Leone

Cuor di Leone ha i pantaloni della tuta grigi, con un fastidioso elastico in fondo. Spesso, con un gesto meccanico, la mano sfiora le caviglie, forse per grattarsi un po', forse per ricordare l'esistenza delle gambe magre e agili che sbucano da sotto la stoffa.
Ma non è un problema serio, a sei anni, avere la tuta che pizzica.
Non deve essere un problema serio, se un compagno non ti cede la palla gialla.
Non può essere un problema serio, se il tuo amico ti frega a carte.
E invece sì.
Cuor di Leone ha gli occhi grandi e chiari, di quel colore indescrivibile che sta tra il verde e il grigio. Un viso minuto, capelli corti, con un inizio di frangia che sicuramente non ha scelto.
Di tanto in tanto si spettinano, questi fusilli biondi, per una corsa o per un salto improvviso.
Ma nemmeno questo dovrebbe essere un problema, a sei anni.
Arriva ogni mattina tenendo per mano il nonno, sfoggiando uno zaino che pesa esattamente quanto lui. Un bimbo come tanti, una testa chiara che si confonde tra le altre mentre ti sfreccia davanti per andare in mensa. Almeno finchè qualcosa non va storto. Un dispetto, un rimprovero, una corsa stoppata "e mettiti la giacca". Oppure uno sgarbo di compagno, o un compito venuto male. Piccoli fatti all'ordine del giorno, che fanno esplodere la rabbia sorda di Cuor di Leone. Improvvisamente, il respiro diventa affannoso tra i denti, le mani si stringono a pugno e inzia ad urlare. Scappa a nascondersi, che non riesce quasi più a respirare. Si dispera e giù testate all'armadio. Si rannicchia in un angolo, che nessuno lo veda, e mormora:"Non è possibile, io sono stupido, non è possibile".
Un tono che non lascia appello, una frase inesorabile. A Cuor di Leone gli scappa la pazienza ma lui il motivo lo sa: è stupido. Una parola fuori posto, e te lo ritrovi con i pugni serrati a rimproverarsi la terribile colpa di essere stupido.
Che poi, non è mica vero.
Spiegazione: nessuno è stupido, non ci si nasce, tutt'al più ci si diventa.
Spiegazione: nessuno poi dice che Cuor di Leone sia stupido, lui non ce l'ha, questa etichetta di diverso che tanti si portano dietro solo perchè sono un po' più lenti degli altri.
E allora perchè, basta un pallone che sfugge al controllo per scatenare il crollo della diga, l'esplosione in miniera, il pianto isterico e la disperazione a sei anni?
La testa che sbatte sull'armadio non può essere all'ordine del giorno, quando hai appena imparato ad allacciarti le scarpe.
Allora, ecco la domanda: perchè Cuor di Leone? Dov'è finita la leggerezza della tua età? Dove hai dimenticato il sapore del gioco e della scoperta?
Sei un primo della classeitalia, Cuor di Leone. Famiglia intatta, tutti i certificati del mondo, scarpe da stipendio medio di lavapiatti. E allora, dov'è finito il tuo coraggio?
Quello che ti fa arrampicare sugli alberi, che ti fa rimescolare le carte, che ti fa godere del fatto che le gambe si muovono agili, senza che la maestra ti veda?
Ha lasciato il posto alla rassegnazione, al nervosismo, a vene sulle tempie pronte a scattare per un dispetto da due soldi. Ma questo è il quadro tipico di un manager d'azienda con troppe responsabilità e il suv, non va proprio bene per uno che quando può si smoccola con le dita.
O forse, questo è il quadro tipico del nostro futuro, così improvvisamente presente.  
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categoria:bologna, tagliare la pelle del cuore
lunedì, 11 febbraio 2008
Vorrei scrivere un post.
Lungo, articolato, e che magari dica qualcosa di "universale", così da accontentare un po' tutti, compresa la solita persona che una volta ecc ecc.
Invece è lunedì sera, anche presto, e nel mio cervello c'è già il monoscopio.
Sarà indigestione di nulla?
postato da: potaci alle ore 21:21 | Permalink | commenti
categoria:bologna, tagliare la pelle del cuore
martedì, 05 febbraio 2008
ma che bella sensazione mi dà
allentare la mia rigidità
essere un essere umano soltanto
nel riso nel pianto e negli sbagli miei...
essere umano

.......ho due mani due braccia, una testa, una faccia (e un sacco di denti).....
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categoria:bologna, tagliare la pelle del cuore
lunedì, 04 febbraio 2008
Educatricepallina significa fare due ore in una scuola a San Lazzaro e due in una a Borgo Panigale. In pratica, passare più tempo sull'autobus che collega questi due posti che con i bimbi.
In pratica, avere un sacco di cose da guardare dal finestrino.
In pratica, avere un sacco di fabbriche e capannoni e nebbia che ti passano davanti ogli occhi.
In pratica, venerdì ho allenato il mio spirito d'osservazione.
Per ricordare in modo degno questa giornata trascorsa a veder sfilare case, edifici, chiese, biciclette, alberi, cani che pisciano, nonne che spingono carrozzine, scooter che sorpassano e tutto il resto, riporto tre insegne.
L'insegna che si ingegna, tutta per voi!
Farsi notare in questa società dell'informazione sovraccarica di immagini e cartelli e vota per noi e vieni qui a comprare è sempre più difficile. Meritano, quindi, pubblica menzione quei negozianti che si mettono in luce per un guizzo di originalità inattesa, per un quid che non ti aspetti, per la trovata che li fa entrare per sempre nel tuo cuore di consumatore.
Perchè la poesia è ovunque, basta saperla cogliere
Ecco dunque la classifica:
Terzo posto: "Il bello e la bestia- toelettatura per cani"
Secondo posto: "Star truck- noleggio camion e furgoni"
Primo posto: "Il chiodo fisso- ferramenta"
Le vie della pubblicità sono infinite, quelle del buon gusto son bloccate per lavori.



postato da: potaci alle ore 18:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:bologna