Sono stata via, questo fine settimana.
Non c'è da portare la giustificazione, però, perchè mai come questo week end sono stata presente. A me stessa, e con gli altri.
La storia comincia di venerdì sera: l'ultimo abbraccio bolognese è, neanche c'è bisogno di dirlo, per una bimba con la stoffa colorata tra i capelli, sbaffi di pomodoro in faccia e una casascatola in periferia. I suoi guai scendono per un caffè all'Autogrill vicino Padova e ne approfitto per abbandonarli nella selva oscura di Rustichelle e Icaro, sicura di ritrovarlì lì ad aspettarmi al ritorno.
Dopo tre rotatorie, quattro semafori, sette imprecazioni e due preghierine a San Cristoforo, arriviamo all'ostello (o qualcosa del genere) in cui è previsto il corso.
Perchè è questo, dai mo, che sono andata a fare!
Un corso di formazione con i clown!
Che novità mirabolante, che svolta imprevista!
Ma andiamo con ordine.
Arrivo, e c'è qualcuno che mi aspetta per cena. Non male, come inizio. Amici vecchi che riscopro dopo un po'. Bacillo pallidino malatino che prende in mano la situazione e mette su la pasta. La Cannuccia che pensa bene di inaugurare tutti i cessi della casa. La Tabata che già sbriluccica, da quanto è contenta. Ci sono anche quelli con troppe "u"...i sardi!Quattro compagni di naso volati via da Sassari per condividere con noi questa esperienza.
E c'è il capo, in ansia ma che non vuol dirlo e fa finta che la sua preoccupazione maggiore sia montare l'impianto per il karaoke.
Una serata serena, una serata meritata, una serata che capisci che è più facile, se ci si prova in tanti.
Arriva, ad un certo punto, anche la zia Aia, con i tacchi e la faccia di una che ha ricevuto troppi regali al contrario.
Arriva, ad un certo punto, anche il sabato mattina, con la meditazione, la colazione e la prima impressione: per esser belli, son belli, 'sti due formatori, vediamo un po' cosa sanno fare.
Ora, non starò qui a raccontare proprio tutto, anzi quasi niente, che sennò viene un tema.
Questo è l'inizio.
La metà sono lacrime sulle spalle di Biglie, frasi sussurrate e consapevolezza di Aspirina.
La metà sono le ginocchia che vogliono dire la loro nella danza.
La metà sono cena strana conversazioni sul domani.
La metà sono "Io non ti salvo".
La metà sono i massaggi di Mimmi, che non mi sembra vero.
Poi c'è da raccontare la domenica mattina.
Il primo pensiero del risveglio: "Ma perchè durante la notte mi sono cresciuti i polpacci? Io non ce li avevo mica, ieri, e oggi senti tirano!".
Per chi non è abituato, ballare è consigliato.
Il finale del supercorso "Alchimia delle Relazioni" alias "Innamoramento e amore" con Roberto e Marco ma basta che sennò è uno spot, arriva poco dopo.
Si conclude con meditazione, ancora. E poi un esercizio che non mi andava di fare e mi sono persa. E un altro che mi ha tolto un po' di filo spinato dallo stomaco.
Per conoscerci e condividere davvero, non dovrebbero servire dei corsi, ma qualche volta è meglio che sì.
Pochi attimi, e si compone il cerchio finale. Venticinque persone, adulti eh, che si mettono in posizione d'ascolto e si dicono qual è il loro obiettivo nella vita. Roba da far venire la pelle d'oca anche a Cita e Godzilla in visita dai parenti.
Signori, si scende. Pranzo ancora a dirsi e coccolarsi, poi è di nuovo lunedì.
Ma rimangono, tutte queste cose, eh se rimangono!
Che io c'ho i chackra, adesso, e anche i papassinos, e le parole pesanti e le lacrime improvvise e gli orologi con il nome,
e i cuori, pure!