C'ho un incazzo mica male, oggi, addosso.
Ho su anche il maglione nero coi bottoni, che l'autunno non arriva e allora vado in giro con il cardigan aperto e le scarpette leggere nuove, opplà.
Ma soprattutto, ho su un incazzo mica normale, oggi.
Non mi par una cosa fatta a modino il fatto che io scriva solo quando ho qualcosa di cui lamentarmi, ma alla fine penso che è meglio lamentarmi qui dentro e risolvere lì fuori.
Che è un brutto mondo, come dice il nostro Liga.
Un mondo fatto anche di uomini-bilancia.
Personaggi notevoli, che contrattano l'emozione e si attengono perfettamente alla ricetta.
(Quanti baci ci vogliono per fare un chilo?)
Io non sono mai stata brava, in queste cose.
Che anche per fare la famosa crostata che mi dà tante soddifazioni alle cene con i miei amici, peso tutto e poi faccio a occhio. Perchè si deve considerare come va il forno, com'è l'acqua, quanto grandi sono le uova, quanto spazio c'è da riempire e se magari c'è rimasto nel fondo della bottiglia un dito di liquore da aggiungere nell'impasto. Più o meno, le misure sono sempre le stesse, ma sono le variazioni, a rendere una torta speciale.
Non solo le torte. Le danze dell'affetto si assomigliano tutte. Prendersi la mano, cercarsi con lo sguardo, sono gesti comuni, diffusi, a buon mercato quasi. Tutte le coppie più o meno li fanno, ma per ognuna ciò è speciale. Il come, la variazione che i due mettono nel modo di cercarsi, o nel sedersi sempre in ultima fila al cinema, pesa e fa la differenza.
Oggi c'ho l'incazzo perchè mi sembra di star facendo una torta con i soliti ingredienti. Come se mi fossi portata la farina con cui ho imparato a cucinare, quel vecchio forno che adesso non va nemmeno più e perfino i limoni colti dallo stesso albero. Una palla mostruosa, ne viene fuori. Un grumo di materia stopposa che magari cuoce pure, ma diventa della stessa consistenza del mio tavolo rosa Ikea.
Oggi cerco un ingrediente speciale per la mia crostata nel cuore, non lo trovo, e mi viene l'incazzo.
Ho su anche il maglione nero coi bottoni, che l'autunno non arriva e allora vado in giro con il cardigan aperto e le scarpette leggere nuove, opplà.
Ma soprattutto, ho su un incazzo mica normale, oggi.
Non mi par una cosa fatta a modino il fatto che io scriva solo quando ho qualcosa di cui lamentarmi, ma alla fine penso che è meglio lamentarmi qui dentro e risolvere lì fuori.
Che è un brutto mondo, come dice il nostro Liga.
Un mondo fatto anche di uomini-bilancia.
Personaggi notevoli, che contrattano l'emozione e si attengono perfettamente alla ricetta.
(Quanti baci ci vogliono per fare un chilo?)
Io non sono mai stata brava, in queste cose.
Che anche per fare la famosa crostata che mi dà tante soddifazioni alle cene con i miei amici, peso tutto e poi faccio a occhio. Perchè si deve considerare come va il forno, com'è l'acqua, quanto grandi sono le uova, quanto spazio c'è da riempire e se magari c'è rimasto nel fondo della bottiglia un dito di liquore da aggiungere nell'impasto. Più o meno, le misure sono sempre le stesse, ma sono le variazioni, a rendere una torta speciale.
Non solo le torte. Le danze dell'affetto si assomigliano tutte. Prendersi la mano, cercarsi con lo sguardo, sono gesti comuni, diffusi, a buon mercato quasi. Tutte le coppie più o meno li fanno, ma per ognuna ciò è speciale. Il come, la variazione che i due mettono nel modo di cercarsi, o nel sedersi sempre in ultima fila al cinema, pesa e fa la differenza.
Oggi c'ho l'incazzo perchè mi sembra di star facendo una torta con i soliti ingredienti. Come se mi fossi portata la farina con cui ho imparato a cucinare, quel vecchio forno che adesso non va nemmeno più e perfino i limoni colti dallo stesso albero. Una palla mostruosa, ne viene fuori. Un grumo di materia stopposa che magari cuoce pure, ma diventa della stessa consistenza del mio tavolo rosa Ikea.
Oggi cerco un ingrediente speciale per la mia crostata nel cuore, non lo trovo, e mi viene l'incazzo.
postato da: potaci alle ore 13:43 | Permalink | commenti (3)
categoria:bologna, tagliare la pelle del cuore
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