I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia.
A caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti.
I matti vanno contenti a guinzaglio della pazzia,
a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia.
La canzone inizia con due note e la voce: cantautore ormai di una certa età, con il tabacco a far fuori le note più alte. Comincia con una frase ripetuta, per chiarire di che si parla.
Si parla di matti, visti lungo le solite strade, un po' dondolanti. Difficile dar loro un'età, per noi abituati a trattarli da eterni bambini. Spesso non ci accorgiamo delle rughe che segnano le guance e del passo che va più lento.
I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città,
anche se strillano chi li sente, anche se strillano che fa.
I matti vanno contenti, sull'orlo della normalità,
come stelle cadenti, nel mare della Tranquillità.
La canzone continua a ribadire il concetto, si parla prorpio di quelli lì, quelli lasciati soli da una diagnosi che finisce in -oide, -ettico, -istico, -astico. Una scritta amara che segna il confine con la normalità e li condanna ad essere sempre in discesca, come stelle sì, ma cadenti, perchè non bastano le dita di due mani per contare i limiti della loro felicità, così come non bastano per mettere in fila il numero degli ostacoli.
Trasportando grosse buste di plastica del peso totale del cuore,
piene di spazzatura e di silenzio, piene di freddo e rumore.
La canzone poi fa una breve pausa, seguita da questa frase che arriva come scheggia di vetro nel bicchiere. Fa male e te ne accorgi. perchè davvero, questi matti poi accumulano, mettono via, nascondono dentro le sporte cose che non riescono a possedere, il desiderio di un figlio, la voglia di dare un bacio, il fremito che viene dal guidare un'auto in velocità, la gioia del matrimonio, l'emozione di aprire per la prima volta la porta della propria casa, il sentirsi adeguato.
I matti non hanno il cuore o se ce l'hanno è sprecato,
è una caverna tutta nera.
I matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato
e a una moglie portata via da chissà quale bufera.
La canzone raggiunge qui il suo punto centrale, l'autore sembra quasi che un po' s'incazzi. Perchè è chiaro il concetto che i matti ti si affezionano subito,non hè che proprio si innamorano. Quindi è facile che scatti lo sguardo tenere, di compassione. Come con un passero ferito, che non sai come guarire, suscitano tenerezza. I matti sembrano così, alla fine. Non sono mica persone, stanno ore a pensare a desideri passati, amori andati via, promesse non mantenute. Magari sono anche capaci di piangere, per un amore tradito. Loro, i matti.
Loro sono le nostre paure: improvvisamente li chiamiamo diversi per poterci definire uguali e normali.
Li consideriamo sempre piccoli, da coccolare, mai adulti da ripsettare e con cui fare dei passi avanti verso il desiderio personale e la crescita.
I matti senza la patente per camminare,
i matti tutta la vita, dentro la notte, chiusi a chiave.
I matti vanno contenti, fermano il traffico con la mano,
poi attraversano il mattino, con l'aiuto di un fiasco di vino.
La canzone poi si dilunga a ribadire il concetto, che loro non possono andar in giro da soli e quindi noi che siamo normali li dobbiamo aiutare. Loro tanto sono sempre contenti, ridono spesso se li porti fuori a cena e se li fai ballare. Gli basta questo per far finta di non essere soli. A loro, ai matti.
Si fermano lunghe ore, a riposare, le ossa e le ali,
le ossa e le ali, e dentro alle Chiese ci vanno a fumare,
centinaia di sigarette davanti all'altare.
La canzone finisce che l'autore un po' fa capire di non essere molto d'accordo con il resto del testo. Infatti ai matti improvvisamente spuntano le ali. E com'è che possono entrare in Chiesa? E com'è che ci possono fumare? Sembrano quasi quelli che stanno dalla parte di Dio.
Il problema è che strisciano, fanno sempre ridere, fanno spesso pena. Difficile trattarlo da adulto, un matto. Se è matto, non può essere anche adulto.
Invece, poi, proprio il matto finisce che se ne sta lì, in prima fila, a spartirsi il tabacco con Dio e a spiegare che l'amore è cieco, ma i matti ci vedono benissimo. E si sono leggermente stufati di esser trattati da bambini.
Sono tornata da una settimana di vacanza con le mie matterelle.
Spero di riuscire a scrivere dell'altro presto. Questo era un piccolo sfogo, ho dentro un grumo di emozione, vorrei trovare presto di bandolo della matassa.
Grazie a Francesco de Gregori.