venerdì, 27 febbraio 2009
Il problema non è che martedì prossimo presento la tesi.
Il problema è che non ho un coprispalle adatto al vestito per la discussione.


Questione di priorità.
postato da: potaci alle ore 15:57 | Permalink | commenti
categoria:bologna
sabato, 21 febbraio 2009
Parcheggio la macchina nei visceri della periferia bolognese.
Scendo, il sole fa del suo meglio e cerca il modo di farsi notare.
Ma la mia attenzione va un passo più in là, fuori dal giardino di una piccola casa, la prima di sei fabbricati a schiera, una lingua di cemento con un solo piano circondata dalla campagna e da qualche fabbrica.
E' sabato, giornata di pulizie.
La prima cosa è una famiglia numerosa, con la mamma che sta lavando un tappeto enorme, tanto grande da riempire tutto lo spazio davanti alla casa. Con l'acqua, il sapone e tanta buona volontà strofina questo intreccio di tessuti che di solito copre il pavimento della sua casa. Oggi è uscito in giardino pure lui, forse aveva voglia di farsi un giretto. Attorno, qualche altra donna, due adulti che seduti sul bagagliaio aperto di una macchina si godono il sole. E bambini. nanerottoli, tappi e signorine, a fare la danza della pulizia in giardino, tutto intorno.
Io, la nuova. La Ragazza del Comune, con i jeans masticati in fondo e la borsa a tracolla, cammino verso di loro, come una specie di sorriso.
No, non sono lì per stressare su documenti e contratti, devo semplicemente andare dai loro vicini per scambiare due parole.
Ma sono la novità e bisogna capire da che parte sto, perchè sono arrivata in mezzo al nulla con un paio di fogli sotto braccio e qualche problema, probabilmente, nella borsa.
Due passi e si avvicina una nana di quattro anni scarsi.
Splendida in tuta con pailette rosa, scarpette da ginnastica argentate, capelli raccolti in fiocchi e codine, riga di moccolo d'ordinanza.
Ecco, si alza il sipario.

"Tu come ti chiami?"
"Potaci. E tu?"
"Brigitte. Come Brigitte Bardot eh!"

Come si fa a non innamorarsi subito di una roba così?
Ecco, questo è il mio nuovo lavoro.
Ci sarà tempo per le scadenze, le bollette e tutto il resto. Per ora ci sono altri bimbi, altre case in periferia e tutto il resto del tempo per sistemare le cose.
postato da: potaci alle ore 19:37 | Permalink | commenti
categoria:bologna, campo nomadi
domenica, 15 febbraio 2009
Improvvisamente è domenica e leggo un libraccio, un romanzetto con il lieto fine scritto già nella seconda pagina.
Chiuso in via provvisoria con saggi et similia, mi dedico finalmente alle trame, agli intrecci, a personaggi che sospirano e bevono caffè per dieci pagine sane sane.
Chiuso in via provvisoria con impaginazioni e bordi, uso il computer per gironzolare su Internet, diventando pesantemente addicted di macchianera.net saicosatispalmi (con i suoi derivati) e  del bel bordone.
Chiuso in via provvisoria il cassetto dei dolci, cerco qualcosa che non lasci traccia sul mio curriculum dentario, ma che scaldi e consoli come la cioccolata in tazza.
Che coccoli e scricchioli, come il caramellato alla castagna.
Che resista e conquisti, come i frutti di marzapane.
Che rassicuri e profumi, come la marmellata di fragole.
Che riempia e sazi, come la torta alla crema.
Che appiccici e leghi, come il croccante di mandorle.
Che ammordidisca e smussi, come lo zucchero filato.
Che riunisca e protegga, come le caramelle al miele.
Che rassereni e semplifichi, come la torta di mele.

Semplicemente che mi spieghi la verità, vi prego, sull'amore.


La verità, vi prego, sull’amore (W.H.Auden)

Alcuni dicono che l’amore è un bambino
e alcuni che è un uccello
alcuni dicono che fa girare il mondo
e altri che è solo un’assurdità;
e quando ho chiesto al mio vicino, che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che no,
che non era il caso.

Può assomigliare a un pigiama
o a del salame  dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare un lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
È tagliente o ha gli orli lisci e soffici?
La verità, vi prego, sull’amore.

I libri di storia ne parlano
solo in piccole note a fondo pagina,
ma è un argomento molto comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sulle copertine degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un cane affamato
o fa il fracasso di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
con una sega o con uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
Apprezzerà soltanto musica classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?
La verità, vi prego, sull’amore.

L’ho cercato nei chioschi del giardino
ma lì non c’era mai stato:
ho anche esplorato le rive del Tamigi
e l’aria balsamica delle terme.
Non so cosa cantasse il merlo
o che cosa dicesse il tulipano,
ma certo non era nel pollaio
e nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon cittadino o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se di spinte?
La verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto grattando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sull’autobus mi pesterà un piede?
Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull’amore.

postato da: potaci alle ore 12:58 | Permalink | commenti
categoria:veneto, uno che la sapeva lunga