venerdì, 18 settembre 2009


Alibrandi, il mio medico da piccola

Bandalarga, caffè aperto da poco

Canzoi, valle di campeggi

Dal Piaz, e molti altri rifugi

Eremo di San Michele, vicino di casa

Feltre, paese leghista

Giaroni, indimentica frazione

Hotel Miramonti, un po' Supramonte

Isola, piazza adolescente

Limana, posto di cioccolato

Mel, lavoro possibile

Norce, pizzeriamunito

Orto, il mio

Pedavena, con casa sui monti

Quattro sassi, postaccio

Rasai, paese di amori

San Vito, con lago

Tomo, amico nuovo

Umin, raggiungibile in bici

Villaga, paese drio le montagne

Zermen, centri estivi di.


No, NON ho ancora deciso

postato da: potaci alle ore 20:00 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 17 settembre 2009
Aldrovandi, Piazza di bancarelle
Bolognetti, Vicolo estivo neofighetto
Casaralta, Scuola elementare di zingari
Dozza, Carcere e Parrocchia dove poi un mio amico si sposa
Estragon, Locale concertifero
Fossolo, Zona sconosciuta
Garisenda, Secondo nome di torre
Hotel Savoia, sempre dritto a 500 metri
Irnerio, Vicino all'ufficio
Luca, Santo sui colli
Minghetti, Mazzini, Massarenti
Nazario Sauro, Amico delle Matterelle
Orfeo, Centro per le famiglie
Portico dei Servi, per Natale
Quarto, Inferiore e Superiore
Rastignano, tra campi e realtà
Sala Borsa, biblioteca 10 prestiti
Tolè, paese sui colli
Ugo Bassi, statua
Vito, trattoria celebre
Zamboni, strada universitaria.

Domani alfabeto veneto, per par condicio.
No, non ho ancora deciso.
postato da: potaci alle ore 23:33 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 16 settembre 2009
Piego un lenzuolo.
Grande, sbiadito, arancione.
Come un pennarello a maggio, ancora nell'astuccio ma ormai da buttare.
Lavo i piatti.
Spaiati, sbeccati, colorati.
Come un rumore di fondo, che quasi quasi se ne va.
Appendo la giacca.
La tua è lì a fianco.

Insieme a te non ci sto più,
ma tutto il resto è ancora qui.
E cocci dappertutto, come lame.

Sarà anche il gioco della vita ma che dolore
postato da: potaci alle ore 22:26 | Permalink | commenti
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martedì, 08 settembre 2009
Ho visto un film in cui ad un ragazzino crescevano le branchie quando doveva tuffarsi sott'acqua.
Va be', ho visto un pezzo di Harry Potter e 'sto nano di mago ad un certo punto, per affrontare una prova sul fondo di un lago, si trasforma in una specie di anfibio verde striato.
E poi va.
Caccia la testa sul fondo, si dà la spinta e nuota sereno.
Nuota pochissimo in realtà, ma questo non conta visto che è l'eroe e quindi in otto secondi netti attraversa il lago (che sembra grande come l'Oceano) e trova ciò che sta cercando. E salva pure una che non c'entrava niente, mentre è lì negli abissi. Gli viene ovviamente facile, rinunciare all'ossigeno per slegare dalle alghe la prima biondina che passa.
Questo per dire che non è semplice trovare la poesia tutti i giorni. Non ce n'è in Harry Potter che trionfa a mani basse sul male, sull'egoismo, sulle ingiustizie. Manca solo che trovi pure il rimedio alle tarme o vinca a "Sarabanda".
Non sempre c'è poesia da queste parti.
E' arrivato il vento di settembre, purtroppo qui gli eroi scarseggiano (e di maghi neanche l'ombra) così mi tocca mettere il maglione coi bottoni e sperare di tenerlo slacciato ancora per un'altra settimana.
Il vento c'è, la poesia no.
Il vento porta aria di decisioni, di nostalgia, di funghi che crescono bassi, di portici che si riempioni di foglietti colorati. Ci sono strade che so a memoria in due regioni diverse. Di alcune so le curve, i muri a secco, i portoni con la vernice verde scrostata. So i rovi, i cani e il periometro degli orti.
Di altre so l'odore acre, le ombre e le luci, le merci impilate, la storia che ti sbiarcia da sotto il volto. So le scritte, le vetrine e le mani tese dei mendicanti.
Leggendo bene questi elenchi, mi sa che ho sbagliato.
Mi sa che ce n'è troppa di poesia, in questi giorni, attorno a me.
E io non so quale delle due mi piaccia di più.
postato da: potaci alle ore 23:21 | Permalink | commenti
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