La stagione dell'amore, viene e va, diceva una canzone melodica anni novanta.
E anche quella dell'amicizia, dico io.
Un amico che tira su il telefono e con la voce metallica da segnale poco raggiungibile ti spara: "Dal primo giungo vado in Sicilia". Prende su e va a costruire futuro, per sè e per gli altri.
In un giorno di maggio, capire che le persone che sono al nostro fianco sono mattoni di sorrisi e cervello, e sapere con certezza di aver imparato qualcosa, in tutti questi mesi passati a condividere il vino.
Insomma, il CoinquilinoBasetto se ne va. Per quasi un anno, con la speranza e il tremore negli occhi. "Che poi c'ho venticinque anni" buttato sul divano con i capelli bagnati.
Ora in casa c'è la polvere sollevata da mesi di pulizie malfatte, borse che scendono da sopra gli armadi per riempirsi di felpe, i maglioni magari li riporto da mio padre che non serviranno e magari ci metto anche un libro di Calvino, nel mezzo, che porta fortuna.
Le città invisibili, ovviamente. Con tutti questi quadri che ti vien voglia di passarci almeno una volta accanto, ai paesaggi descritti. E con un commento lapidario alla fine di ogni racconto, per capire che c'è sempre un mondo magnifico, al di là della finestra. Lui se n'è scelto uno, ha spedito curriculum, fatto, brigato, finchè non gli han dato una pedata nel culo e un biglietto per Agrigento.
Diventerà ancora più terone?
Si farà un altro di quei suoi orribili tatuaggi?
La smetterà una buona volta di ruttare in pubblico?
La casa sarà finalmente un po' più pulita?
Ti dedico una faccina per stasera coinquilino, che per i saluti strappalacrime ci sarà tempo.

E anche quella dell'amicizia, dico io.
Un amico che tira su il telefono e con la voce metallica da segnale poco raggiungibile ti spara: "Dal primo giungo vado in Sicilia". Prende su e va a costruire futuro, per sè e per gli altri.
In un giorno di maggio, capire che le persone che sono al nostro fianco sono mattoni di sorrisi e cervello, e sapere con certezza di aver imparato qualcosa, in tutti questi mesi passati a condividere il vino.
Insomma, il CoinquilinoBasetto se ne va. Per quasi un anno, con la speranza e il tremore negli occhi. "Che poi c'ho venticinque anni" buttato sul divano con i capelli bagnati.
Ora in casa c'è la polvere sollevata da mesi di pulizie malfatte, borse che scendono da sopra gli armadi per riempirsi di felpe, i maglioni magari li riporto da mio padre che non serviranno e magari ci metto anche un libro di Calvino, nel mezzo, che porta fortuna.
Le città invisibili, ovviamente. Con tutti questi quadri che ti vien voglia di passarci almeno una volta accanto, ai paesaggi descritti. E con un commento lapidario alla fine di ogni racconto, per capire che c'è sempre un mondo magnifico, al di là della finestra. Lui se n'è scelto uno, ha spedito curriculum, fatto, brigato, finchè non gli han dato una pedata nel culo e un biglietto per Agrigento.
Diventerà ancora più terone?
Si farà un altro di quei suoi orribili tatuaggi?
La smetterà una buona volta di ruttare in pubblico?
La casa sarà finalmente un po' più pulita?
Ti dedico una faccina per stasera coinquilino, che per i saluti strappalacrime ci sarà tempo.

postato da: potaci alle ore 19:23 | Permalink | commenti
categoria:bologna, tagliare la pelle del cuore
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