martedì, 16 ottobre 2007

Cosa direbbe Rossana Campo? E il karma, il karma cosa direbbe? Ahi io ci provo, a pensare ai fiori, a fare le cose belle e meravigliose che rendono la vita un brivido che vola via (la poesia...)ma oggi direi che posso anche alzare il mio mento signorile, arricciare il naso, girare lievemente la testa e sussurrare con sottile rossore: "Porco cazzo! Mi hanno fottuto la bicicletta!"

Ieri, Bologna, esterno notte. Quasi le due. Esco ciondolante dal cinema dopo tre ore di "No direction home", film documentario su Bob Dylan. Bello è bello eh, però tre ore di sottotitoli stendono pure Mollica. Dicevo, esco e commento questa pellicola, tra gli sbadigli dei 50 stoici cinefili che hanno resistito fino alla fine. Tiro fuori le chiavi dalla tasca. Mi avvicino alla rastrelliera...e vedo il vuoto siderale al posto della mia bici. A questo punto Bob Dylan passa decisamente in secondo piano e snocciolo un rosario di bestemmie in veneto stretto che ancora un po' Zanzotto mi invita a casa sua per un seminario sulla filologia post unitaria.

E poi torno a casa in auto, e poi lo racconto al coinquilino Basetto e poi cerco di pensare che è solo una bici, e non un fido destriero sempre al mio fianco. E allora sto pomeriggio vado a recuperarne un'altra che ho lasciato in giro per la città. Eppure mi mancherà, la sua commovente ruggine sul fanalino, il suo cigolio ammiccante su per il ponte di San Donato...e poi, ri-porco cazzo, era pure l'unico mezzo di trasporto che c'avevo, ecco!

Secondo me. Secondo me è l'atc che le ciula, le biciclette. I controllori, che ogni santo giorno salgono sugli autobus con faccia altera e dicono "prego, vediamo un po' i biglietti" un bel momento hanno deciso che non ci guadagnavano abbastanza, da questo strozzinaggio della vecchietta. Son belli inflessibili i controllori dell'atc. I loro sguardi non si impietosiscono, nessuna scusa: non avevi le monete per fare il biglietto?cara la mia vecchina artritica, potevi andare a piedi che è tutta salute! Sei salita di corsa per sfuggire ad uno scippatore?Cara la mia adolescente, bisogna essere aperti alle nuove esperienze! Be', insomma, secondo me un bel giorno i controllori atc si sono riuniti e han deciso che i soldi delle multe non bastavano e si son fatti venire quest'idea qua. Tra un controllo sull'autobus notturno e l'altro, scorazzano per la città armati di tronchese a rubare le bici degli studenti, che dal giorno successivo saranno obbligati a prendere l'autobus...geniale, no? E così, in realtà il deposito dei dragobruchi atc è anche un deposito di bici, che vengono usate per trainare il 13 e il 19 quando proprio non ce la fanno più. Oppure, abilmente rimaneggiate, le bici sottratte agli operosi studenti, diventano esse stesse degli atubus, come il vecchio 576, che nessuno ha mai visto fermarsi. Trattasi codesto, infatti, di autobus destinato non al trasporto passeggeri, ma a girare senza sosta per la città, così da dimostrare come funziona bene il servizo pubblico. Ecco, ne sta passando uno proprio ora...ed ecco,il faro anteriore destro non assomiglia forse, in modo inquietante, al fanale della mia cara bicicletta?

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categoria:bologna, bicicletta, rossana campo
lunedì, 15 ottobre 2007

Siccome questa settimana, ahimè, lo devo proprio restitiure, il libro della Campo, lascio qui un altro pezzetto. Per ricordarmelo, per mettere un po' di magia e perchè è il finale. Non svela niente, come finale, ma sa di buono.

"Anche oggi è stato un giorno così, uno di quei giorni che si sta in giro tutto il tempo e a forza di stare sedute in un bar all'aperto la sera si trasforma in notte. E' a questo punto che il blu della sera diventa blu notte. Bisogna dire che il blu notte  richiede uno sforzo d'attenzione speciale se si vuole percepirlo. Perchè sennò si vede solo il buio."

Ora che lo rileggo, questo pezzetto, mi viene in mente anche un altro motivo per cui l'avevo scelto, tra i tanti. Perchè in questo periodo mi viene proprio difficile percepire il blu notte. Mi sembra tutto buio. Mi sembra che alcuni pezzi si stiano perdendo. Come una Pollicino un po' troppo cresciuta, mi ritrovo a lasciare per la strada dei pezzi. Che si chiamano serentià e spensieratezza, a volte. A volte si chiamano telefonate e progetti. Mi sembra che sto qui a guardare fuori senza più riuscire a capire dove sia il mio posto. Forse però, questi libri mi ricordano dove devo andare, e alcune persone mi accompagnano fuori con la determinazione e grazia necessarie.

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categoria:rossana campo, blu notte, uno che la sapeva lunga