Sono andata PordenoneLegge.
Pordenone è una città parecchio a nord est, P.Legge invece è una fetsa del libro con gli autori.
C'erano le nuvole e i palazzi tirati a lucdo. Le cartacce, se gettate fuori dai cestini, ci ri-saltavano dentro da sole zompettando. I bambini non facevano i capricci, infagottati nelle loro sbriluccicanti giacche di Prada. Le nonne erano anziane ma non avevano bisogno d'assistenza, si spostavano leggiadre sul pavè del centro cittadino. Un salotto buono, Pordenone.
Solo che, ogni volta che ci vado (cioè una volta l'anno per P.Legge), e ogni volta che qualcuno la nomina, collego questa città alla canzone dei Trea Allegri Ragazzi Morti che fa "Prova a star con me un altro inverno a Pordenone". Insomma, è un po' una deformazione musicale, ormai. Mi scatta automatico il canticchiare questo pezzetto. Un po' come quando qualcuno dice "Dante" e tu pensi "Divina Commedia", o dice "La Russa" e tu pensi "Fascista". Insomma, una cosa così.
Non mi dilungherò su P.Legge, anche se ho trascorso momenti piacevoli facendo una piccola maratona per mettermi in coda e partecipare agli incontri con gli scrittori.
Aggiungo solo che non ho comprato neanche un libro, neanche uno, e oggi che sono a casa, confinata malata tra le mura domestiche, questa mi appare un'imperdonabile leggerezza.
Perchè racconto un po' di Pordenone e un po' che sono a casa?
Perchè questa simpaticissima infezione che c'ho mi lascia il tempo di smanettare col computer e ascoltare per bene i TARM e rendermi conto che mai testo fu più adatto, in questo momento.
Inizialmente (per le prime tre ore, diciamo), essere nel profondo Veneto in malattia mi andava anche bene, dai. Piuttosto che Bologna fredda, chiusa, tutti che passano senza salutare, dai.
Invece adesso mi accorgo che anche qui sono un po' spaesata, perchè alla fine lavoro e vivo da un'altra parte. Certo, i miei amici sono ora a meno di dieci chilometri, ma non tutti. Ci sono quelli che ho lasciato in Emilia. Poi le matterelle, poi le mie colleghe.
Quindi vivo un po' questo senso dell'altrove, pur essendo nel paese in cui sono nata.
Perchè non è detto che la casa sia po quella in cui impari a camminare.
Forse, è poi quella in cui impari a cavartela, e guardare l'orizzonte e a scegliere, consapevole che qualcosa lascerai indietro, e non ci sarà da ridere.
Adesso sono qui, con tutte queste cose che ho lasciato indietro che mi guardano, e mi pare, tutto sommato, di aver fatto anche un buon lavoro
Tre Allegri Ragazzi Morti, per voi.
Prova a star con me un altro inverno a Pordenone
Prova a star con me un altro inverno a Pordenone
Sarà un letargo dolce senza inverno e freddo
Sarà che è sempre troppo
Dice che qui non resta
Che quel che vuole qui non c’è
Ci fosse almeno una ragazza uguale identica a me
Dice che qui non resta
Che non lo fermerà
Il bene che gli vuoi ancora, il bene che ti vorrà
Sto bene solo con le mie scarpe nuve
Il resto non mi muove
Io, io, io solo contro il mondo
È meglio se mi calmo
Dice che qui non resta
Che non lo fermerà
Il bene che gli vuoi ancora, il bene che ti vorrà
Sto bene solo con le mie scarpe nuve
Il resto non mi muove
Lontano dalla mia casa più della luna
La sola cosa che posso desiderare
Io, io, io solo contro il mondo
È meglio se mi calmo
Lontano dalla mia casa più della luna
La sola cosa che posso desiderare
Dice che qui non resta
Che quel che vuole qui non c’è
Ci fosse almeno una ragazza uguale identica a me
Dice che qui non resta
Che non lo fermerà
Il bene che gli vuoi ancora, il bene che ti vorrà
Prova a star con me un altro inverno a Pordenone
Sarà un letargo dolce senza inverno e freddo
Sarà che è sempre tutto
Uguale
Uguale