Ho visto un film in cui ad un ragazzino crescevano le branchie quando doveva tuffarsi sott'acqua.
Va be', ho visto un pezzo di Harry Potter e 'sto nano di mago ad un certo punto, per affrontare una prova sul fondo di un lago, si trasforma in una specie di anfibio verde striato.
E poi va.
Caccia la testa sul fondo, si dà la spinta e nuota sereno.
Nuota pochissimo in realtà, ma questo non conta visto che è l'eroe e quindi in otto secondi netti attraversa il lago (che sembra grande come l'Oceano) e trova ciò che sta cercando. E salva pure una che non c'entrava niente, mentre è lì negli abissi. Gli viene ovviamente facile, rinunciare all'ossigeno per slegare dalle alghe la prima biondina che passa.
Questo per dire che non è semplice trovare la poesia tutti i giorni. Non ce n'è in Harry Potter che trionfa a mani basse sul male, sull'egoismo, sulle ingiustizie. Manca solo che trovi pure il rimedio alle tarme o vinca a "Sarabanda".
Non sempre c'è poesia da queste parti.
E' arrivato il vento di settembre, purtroppo qui gli eroi scarseggiano (e di maghi neanche l'ombra) così mi tocca mettere il maglione coi bottoni e sperare di tenerlo slacciato ancora per un'altra settimana.
Il vento c'è, la poesia no.
Il vento porta aria di decisioni, di nostalgia, di funghi che crescono bassi, di portici che si riempioni di foglietti colorati. Ci sono strade che so a memoria in due regioni diverse. Di alcune so le curve, i muri a secco, i portoni con la vernice verde scrostata. So i rovi, i cani e il periometro degli orti.
Di altre so l'odore acre, le ombre e le luci, le merci impilate, la storia che ti sbiarcia da sotto il volto. So le scritte, le vetrine e le mani tese dei mendicanti.
Leggendo bene questi elenchi, mi sa che ho sbagliato.
Mi sa che ce n'è troppa di poesia, in questi giorni, attorno a me.
E io non so quale delle due mi piaccia di più.
Va be', ho visto un pezzo di Harry Potter e 'sto nano di mago ad un certo punto, per affrontare una prova sul fondo di un lago, si trasforma in una specie di anfibio verde striato.
E poi va.
Caccia la testa sul fondo, si dà la spinta e nuota sereno.
Nuota pochissimo in realtà, ma questo non conta visto che è l'eroe e quindi in otto secondi netti attraversa il lago (che sembra grande come l'Oceano) e trova ciò che sta cercando. E salva pure una che non c'entrava niente, mentre è lì negli abissi. Gli viene ovviamente facile, rinunciare all'ossigeno per slegare dalle alghe la prima biondina che passa.
Questo per dire che non è semplice trovare la poesia tutti i giorni. Non ce n'è in Harry Potter che trionfa a mani basse sul male, sull'egoismo, sulle ingiustizie. Manca solo che trovi pure il rimedio alle tarme o vinca a "Sarabanda".
Non sempre c'è poesia da queste parti.
E' arrivato il vento di settembre, purtroppo qui gli eroi scarseggiano (e di maghi neanche l'ombra) così mi tocca mettere il maglione coi bottoni e sperare di tenerlo slacciato ancora per un'altra settimana.
Il vento c'è, la poesia no.
Il vento porta aria di decisioni, di nostalgia, di funghi che crescono bassi, di portici che si riempioni di foglietti colorati. Ci sono strade che so a memoria in due regioni diverse. Di alcune so le curve, i muri a secco, i portoni con la vernice verde scrostata. So i rovi, i cani e il periometro degli orti.
Di altre so l'odore acre, le ombre e le luci, le merci impilate, la storia che ti sbiarcia da sotto il volto. So le scritte, le vetrine e le mani tese dei mendicanti.
Leggendo bene questi elenchi, mi sa che ho sbagliato.
Mi sa che ce n'è troppa di poesia, in questi giorni, attorno a me.
E io non so quale delle due mi piaccia di più.







